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Festa del lavoro

festa del lavoro ache per questi operai

 

Festa del lavoro – il primo maggio

 

La festa del lavoro ricorre per ricordare le lotte operaie per il diritto al lavoro e alla sicurezza che non esistevano fino al 1867 quando, tale diritto, venne riconosciuto per la prima volta nello stato americano dell’Illinois grazie alle azioni delle prime associazioni sindacali e poi allargatosi a macchia d’olio in quasi tutti i paesi del mondo.

In Europa la festa del primo maggio venne riconosciuta ufficialmente nell’anno 1889 a Parigi e ,in Italia, un periodico del tempo “La Rivendicazione” di Forlì pubblicò il 26 aprile 1890 un articolo sulla festività del primo maggio che rese questa festa famosa in tutta la penisola.

Da quel momento la condizione del lavoro in Italia cominciò lentamente a migliorare, infatti fino a quel momento i lavoratori non avevano nessun tipo di tutela sul posto di lavoro, le situazioni di pericolo erano elevate e le morti non si contavano.

La rivoluzione industriale, avvenuta grazie ad alcune scoperte scientifiche e tecnologiche come il motore a vapore,

tempi moderni ok

inizialmente non portò miglioramenti nelle condizioni di lavoro perché non vi era da parte dell’opinione pubblica il concetto di tutela del lavoratore e da parte dei datori di lavoro nessun obbligo ad avere delle misure preventive di sicurezza.

Comunque, grazie ai cambiamenti dovuti alla rivoluzione industriale, le condizioni di benessere della popolazione iniziarono ad aumentare anche se in modo disomogeneo nei ceti sociali, i più grandi miglioramenti si ebbero nel settore sanitario debellando la maggior parte delle malattie che avevano falcidiato le popolazioni fino ad allora e nel settore alimentare eliminando le carestie. L’alfabetizzazione divenne appannaggio anche dei ceti medio bassi e anche le classi sociali più deboli poterono usufruire di servizi e beni a loro preclusi fino ad allora.

Finalmente grazie ad un’opinione pubblica più matura e alla crescente influenza dei sindacati dei lavoratori iniziarono dei cambiamenti importanti per i diritti dei lavoratori anche se ci fu bisogno di aspre lotte sindacali, spesso violente, tra sindacati e lavoratori da una parte e datori di lavoro e forze dell’ordine dall’altra.

 Uno dei casi più eclatanti di queste lotte ci fu nel 1906 quando ,nel vercellese, le mondine (lavoratrici stagionali delle risaie)

mondina ok

protestarono duramente per le difficili condizioni di lavoro causate da orari impossibili, da un lavoro malsano, poiché erano costrette a lavorare tutto il giorno con i piedi nell’ acqua, tormentate dai morsi degli insetti tra i quali le zanzare portatrici di malaria e da salari di molto inferiori a quelle degli uomini. In questi anni all’ interno delle fabbriche nacquero le commissioni interne per avere una voce di rappresentanza operaia che furono di li a poco riconosciute nelle aziende italiane. Il 27 ottobre 1906 avvenne la prima intesa sindacale tra la Federazione Italiana Operai e l’azienda automobilistica Itala atta a risolvere le contese tra dirigenza e operai su questioni riguardanti i contratti di lavoro. Durante il periodo fascista tutte le associazioni sindacali vennero abolite e, anche a causa della seconda guerra mondiale, vennero meno tutti i diritti lavorativi conseguiti fino ad allora. Con la fine della guerra e la caduta del regime fascista vennero ricomposte le leggi a favore dei lavoratori e in seguito vennero estese a tutte le categorie dell’industria, riconoscendo le associazioni sindacali come tramite ufficiale di contatto tra aziende e lavoratori.

In Italia, nel dopoguerra grazie al boom economico , i lavoratori poterono godere di grandi benefici dovuti all’aumento dei salari che, nel decennio 1950/1960, aumentarono del 142% e che permise loro di migliorare le loro condizioni di vita grazie alle possibilità di accedere a molti beni di consumo come automobili, frigoriferi, televisione.

Purtroppo per loro quel momento felice non durò molto a lungo, la domanda di lavoro era superiore all’offerta di lavoro e ne conseguì un abbassamento progressivo dei salari e un aumento dell’inflazione e le politiche dei governi non sempre furono azzeccate provocando delle riduzioni degli investimenti da parte degli imprenditori e un calo dell’occupazione.